Doppio gioco
Doppio gioco di mafia e politica
di Elisa Fiorucci
- Un'importante indagine ci rivela che la realtà è più assurda e incredibile della fantasia Con il patrocinio dell’Associazione Ilaria Alpi, il Palazzo della Regione ha ospitato stamani, ore 10:00, in Sala Partecipazione, la proiezione di DOPPIO GIOCO. Documentario, o meglio splendido esempio del genere più specificamente definito docufiction, di Claudio Canepari.
Presenti in sala gli sceneggiatori Riccardo Mosca e Andrea Vicario che
al termine della proiezione hanno dato inizio ad un composito dibattito
con una partecipazione che da tempo speravo di vedere presso il
pubblico. Pubblico che, d’altronde, ha riempito la sala, tra studenti
di scuole superiori, giornalisti e semplici interessati.
DOPPIO GIOCO riprende la tradizione italiana di quel impegno morale e
civile a rappresentare le zone oscure del nostro paese, legate alla
criminalità organizzata di cui si parla ancora con reticenza, e in
questo caso, le zone grigie che rimandano a tutta quella schiera di
cittadini che nell’ambito della legalità rendono possibile la
sopravvivenza e la vitalità della mafia.
Dopo “Scacco al re” questa docufiction si cala nuovamente nel contesto
siciliano, nel periodo in cui la caccia a Provenzano è sempre attiva ma
la sua cattura sembra ancora lontana, e riporta alla luce la faticosa
operazione di Carabinieri e gruppi antimafia, che si è conclusa con
l’arresto di Aiello, Rioto, Ciurro, Cuffaro e un numero imbarazzante di
servitori dello stato.
La mafia si intreccia con l’imprenditoria e lo stato, cosi come in
DOPPIO GIOCO l’informazione giornalistica si intreccia con la fiction,
in una sublimazione raffinata della vicenda che rende lo spettatore
attento e concentrato ad ogni passaggio, ma al contempo indignato dai
contenuti che arrivano fino a lui. Alle intercettazioni reali e alle
interviste ai protagonisti dell’operazione si alternano narrazioni
esplicative realizzate con attori che rendono viva quella galleria di
personaggi che popolano, con diversi ruoli, l’intreccio reale.
Gran parte dell’efficacia è sicuramente dovuta ai contenuti dettagliati
e consequenziali che vengono forniti da una regia brillante, vivace,
veloce, che non lascia il tempo all’estraneamento e che fa vivere lo
spettatore la sensazione iniziale di addentrarsi un giallo politico
mozzafiato per poi scoprire, con amarezza che niente di ciò che sente e
che vede è stato inventato.
Trasmesso in prima serata, nell’ottobre scorso, su Rai 3, con
l’approvazione entusiasta dei dirigenti che non si sono preoccupati
affatto dello share, lo possiamo rivedere ora attraverso Youtube o
Goole video, su suggerimento degli stessi sceneggiatori. Assolutamente
da non perdere.
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