- La libertà di stampa ed i rischi del mestiere giornalistico
Ore 15.00, Teatro del Pavone, Perugia. All’incontro tenutosi presso il Teatro del Pavone sul tema “Condannati a morte: il coraggio di informare” sono intervenuti Marcello Foa del quotidiano il Giornale in qualità di moderatore, Jean Francois Julliard segretario generale di Reporters sans Frontières, Lorenzo Cremonesi inviato di guerra del Corriere della Sera, Hollman Morris giornalista Colombiano attualmente sotto scorta e conduttore del programma
televisivo Contravia ed infine Andrea Pontiroli responsabile ufficio
stampa di Medici Senza frontiere Italia. Il primo a prendere la parola
è Francois Julliard che dà una visione scoraggiante della libertà di
stampa. “Attualmente nel mondo circa 140 giornalisti sono imprigionati
per aver divulgato informazioni scomode, ed ogni anno in media 80
giornalisti vengono assassinati per le stesse ragioni”. In molti paesi
- continua Julliard – come Eritrea, Birmania , Cuba e Cina, la libertà
di stampa è sotto lo stretto controllo del governo. In questi paesi il
lavoro dei giornalisti è difficile e spesso, come nel caso del Messico,
le minacce provengono non solo dallo stato ma anche da gruppi armati e
da trafficanti di droga. Nel suo intervento Morris invece, riporta la
propria esperienza, la difficoltà di informare l’opinione pubblica ed
il difficile rapporto che i media hanno con il Presidente Auribe che
negli ultimi temi ha accusato Morris stesso ed altri di essere alleati
dei terroristi, al solo file di indebolirne l’immagine. Il dibattito
poi ha abbracciato altre tematiche come quella della responsabilità dei
giornalisti di guerra con il prezioso racconto di Cremonesi, ed infine
il disagio che molti giornalisti costretti ad abbandonare la propria
nazione, affrontano. Le difficoltà di trovare un lavoro ed una propria
dimensione nello stato che li ospita, e il senso di frustrazione per
aver perso la propria vita precedente ed i propri affetti. |