Vittorio Zucconi
La radio, la rivincita del buon giornalismo
di Riccardo Cristilli
- Potenzialità e forza del più vecchio mezzo di comunicazione di massa Sabato pomeriggio al teatro Pavone, si è
svolto un interessante dibattito all'interno del festival del
giornalismo, dedicato al mondo della radio e alle potenzialità che il
più vecchio mezzo di comunicazione di massa, ancora possiede. A
moderare l'incontro è stato chiamato Marcello Foa di RadioRai2, che ha
faticato non poco a tenere le redini della discussione per
l'intraprendenza degli ospiti che cercavano di autogestirsi. Jean
Jacques Bourdin, Giuseppe Cruciani di Radio 24 e i non imparentati,
come più volte hanno spiegato, Giovanna e Vittorio Zucconi hanno
dialogato con il pubblico per più di un'ora sullo sviluppo e la forza
che in questo momento ha la radio, unico media che, in questi tempi di
crisi, vede mantenere inalterati gli introiti pubblicitari. Secondo
Vittorio Zucconi il segreto sta nel rapporto personale che l'utente
instaura con la radio, più che con qualsiasi altro mezzo, ma sottolinea
come, da direttore di Radio Capital, il compito più difficile sia stato
quello di “deraizzare” il linguaggio dei giornalisti. Svecchiare il
linguaggio, rinchiuso dentro i vari “colonnina di mercurio, dal canto
suo il politico ha detto” e simili, per proporre un nuovo modo di
parlare per agganciare lo spettatore e avvicinarsi al suo di
linguaggio. Cruciani, conduttore de La Zanzara su Radio24, vorrebbe
un'americanizzazione della radio, nel senso di una trasformazione dei
conduttori radiofonici da semplici “vigli urbani”, che coordinano
ospiti e musica, a portatori di opinioni e interessi, sul modello di
tanti speaker americani che sostengono e propongono apertamente le
proprie idee. Giovanna Zucconi gli risponde che per esempio nel caso
della sua trasmissione che conduce su Radio2, è impossibile sviluppare
un ragionamento a causa delle interruzioni musicali, che vengono decise
non da lei, ma da un computer all'interno del quale sono contenuti
tutti i brani, così talvolta capita che una discrasia tra canzone e
discorso. Esperienza completamente opposta è quella portata da Bourdin
direttore di RadioMontecarlo, una radio francese che ha preso otto anni
fa sull'orlo del fallimento, che ha rilanciato e che è riuscito a
trasformare nel punto di forza di un network che comprende anche
giornali e tv. Bourdin, infatti, tutte le mattine conduce un programma
di quattro ore, senza musica, in cui racconta i fatti del giorno e
lascia molto spazio agli interventi del pubblico, che ritiene molto
importanti, al contrario di Cruciani che, pur usandoli, li sminuisce
parlando di “esibizionisti che vogliono mettersi in mostra”. Secondo il
direttore francese, non bisogna aver paura, né del pubblico, che è più
intelligente di quanto si creda, né dei politici, perchè solo in questo
modo si conquista la fiducia dell'ascoltatore.
La radio, come hanno detto, è un mezzo che una volta superato anche il
problema dell'uniformità delle frequenze, ha enormi margini di sviluppo
e, soprattutto se si riesce a superare l'ossessione per il ritmo e la
frenesia di molti speaker, l'attenzione dello spettatore può essere
tenuta alta anche attraverso un ragionamento e non solo attravero gli
intermezzi musicali. Il possibile, probabile sviluppo delle radio
online, può portare ad un ulteriore specializzazione della radio, che
sempre più dovrebbero dividersi in radio di sottofondo, in cui la
musica è predominante, ma con potenzialità limitate viste i modi
diversi in cui è possibile ascoltare canzoni, e in radio di ascolto
che, pur necessitando attenzione da parte del fruitore, possono
conquistare fiducia e curiosità di un determinato tipo di pubblico.
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