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Festival del Giornalismo

Aggiornamento: Giovedì, 09-02-2012

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Domenica, 05-04-2009. | Festival del Giornalismo

Vittorio Zucconi

La radio, la rivincita del buon giornalismo

- Potenzialità e forza del più vecchio mezzo di comunicazione di massa Sabato pomeriggio al teatro Pavone, si è svolto un interessante dibattito all'interno del festival del giornalismo, dedicato al mondo della radio e alle potenzialità che il più vecchio mezzo di comunicazione di massa, ancora possiede. A moderare l'incontro è stato chiamato Marcello Foa di RadioRai2, che ha faticato non poco a tenere le redini della discussione per l'intraprendenza degli ospiti che cercavano di autogestirsi. Jean Jacques Bourdin, Giuseppe Cruciani di Radio 24 e i non imparentati, come più volte hanno spiegato, Giovanna e Vittorio Zucconi hanno dialogato con il pubblico per più di un'ora sullo sviluppo e la forza che in questo momento ha la radio, unico media che, in questi tempi di crisi, vede mantenere inalterati gli introiti pubblicitari. Secondo Vittorio Zucconi il segreto sta nel rapporto personale che l'utente instaura con la radio, più che con qualsiasi altro mezzo, ma sottolinea come, da direttore di Radio Capital, il compito più difficile sia stato quello di “deraizzare” il linguaggio dei giornalisti. Svecchiare il linguaggio, rinchiuso dentro i vari “colonnina di mercurio, dal canto suo il politico ha detto” e simili, per proporre un nuovo modo di parlare per agganciare lo spettatore e avvicinarsi al suo di linguaggio. Cruciani, conduttore de La Zanzara su Radio24, vorrebbe un'americanizzazione della radio, nel senso di una trasformazione dei conduttori radiofonici da semplici “vigli urbani”, che coordinano ospiti e musica, a portatori di opinioni e interessi, sul modello di tanti speaker americani che sostengono e propongono apertamente le proprie idee. Giovanna Zucconi gli risponde che per esempio nel caso della sua trasmissione che conduce su Radio2, è impossibile sviluppare un ragionamento a causa delle interruzioni musicali, che vengono decise non da lei, ma da un computer all'interno del quale sono contenuti tutti i brani, così talvolta capita che una discrasia tra canzone e discorso. Esperienza completamente opposta è quella portata da Bourdin direttore di RadioMontecarlo, una radio francese che ha preso otto anni fa sull'orlo del fallimento, che ha rilanciato e che è riuscito a trasformare nel punto di forza di un network che comprende anche giornali e tv. Bourdin, infatti, tutte le mattine conduce un programma di quattro ore, senza musica, in cui racconta i fatti del giorno e lascia molto spazio agli interventi del pubblico, che ritiene molto importanti, al contrario di Cruciani che, pur usandoli, li sminuisce parlando di “esibizionisti che vogliono mettersi in mostra”. Secondo il direttore francese, non bisogna aver paura, né del pubblico, che è più intelligente di quanto si creda, né dei politici, perchè solo in questo modo si conquista la fiducia dell'ascoltatore. La radio, come hanno detto, è un mezzo che una volta superato anche il problema dell'uniformità delle frequenze, ha enormi margini di sviluppo e, soprattutto se si riesce a superare l'ossessione per il ritmo e la frenesia di molti speaker, l'attenzione dello spettatore può essere tenuta alta anche attraverso un ragionamento e non solo attravero gli intermezzi musicali. Il possibile, probabile sviluppo delle radio online, può portare ad un ulteriore specializzazione della radio, che sempre più dovrebbero dividersi in radio di sottofondo, in cui la musica è predominante, ma con potenzialità limitate viste i modi diversi in cui è possibile ascoltare canzoni, e in radio di ascolto che, pur necessitando attenzione da parte del fruitore, possono conquistare fiducia e curiosità di un determinato tipo di pubblico.

( Domenica, 05-04-2009. )



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