Striscia di Gaza
Medioriente e guerra dell'informazione
di Nicola Palumbo
- Ancora una volta si torna a parlare di medioriente, e lo si fa questa volta da un punto di vista particolare.
Un Panel di tutto rispetto introduce la questione legata al rapporto
tra i media e l’ultimo intevento militare di Iscaele nella Striscia di
Gaza. A moderare l’incontro Ugo Tramballi, vice caporedattore al Sole
24 Ore dal 1991, con compiti di inviato e commentatore di questioni
internazionali. Il primo a prendere la parola è Ayman Mohyeldin, che
durante il conflitto è stato l’unico corrispondente straniero che ha
seguito direttamente da Gaza la vicenda per conto di Al-Jazeera
International in lingua inglese. “Questa guerra è stata differente
rispetto a quelle precedenti perché è stata caratterizzata da un
intervento massiccio, e nessun luogo a Gaza era davvero sicuro in quei
momenti”. Mohyldin prosegue il suo intervento sostenendo che “per tutta
la durata del conflitto noi giornalisti e quel milione e mezzo di
persone che vivevano a Gaza si sentivano intrappolate, e tutti non
vedevano l’ora che questo finisse”. Le sensazioni personali di Mohyldin
hanno lasciato poi spazio ai due ospiti principali della serata: Yizhar
Be’er direttore del Centre for Protection of Democracy in Israele e
Ruham Nimri coordinatore Media Monitoring Unit of the Palestinian
Initiative for Promotion of Global Dialogue and Democracy. Il primo ha
afferto alla platea un interessante analisi delle prime pagine dei
quotidiani israeliani. Ne emerge un quadro in cui la quasi totalità dei
giornali ha appoggiato l’intervento militare, fatta eccezione per
Ha’retz che ha dato talvolta spazio a quella parte dell’opinione
pubblica contraria all’intevento. Nel caso della stampa palestinese la
situazione è più complessa, sostiene Nimri. I quotidiani di Gaza sono
allineati alla posizione politica di Hamas ed hanno sostenuto le accuse
ad Israele. Al contrario, in Cisgiornadia, i media controllati dal
potere di Fatah hanno preso di mira Hamas ed i continui lanci di razzi
su Israle che hanno reso invetabile lo scontro. Nimri ha infine
sottolineato più volte che la popolazione civile è totalmente estranea
al conflitto interno tra Fatah ed Hamas e che spesso i quotidiani
occidentali si riferiscono alla situazione parlando di guerra civile
inappropriatamente.
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