euro
La social card non smette di far parlare di sè
- Continua
la non facile vita delle social card volute dal ministro Tremonti.
Oltre alle polemiche dei giorni scorsi dovute al fatto che il 27%
delle tessere sociali erano vuote, si aggiunge oggi quella circa la
sua distribuzione avvenuta, dati alla mano, più al Sud che al Nord.
E' il quadro che emerge dai dati dell'Inps. Basta incrociarli con
quelli forniti dall'Istat e vengono fuori due realtà diverse. Una
dove chi ha bisogno può fare la spesa con l'aiuto dello Stato, e
l'altra dove chi ha bisogno deve fare da sé. I dati parlano chiaro.La media nazionale è 1 carta ogni 141 abitanti. Se in Sicilia è piovuta una carta ogni 53 abitanti, in Lombardia ne è stata distribuita una ogni 434. La distanza si allunga ancora di più se si prendono altre regioni. Una tessera ogni 57 abitanti in Campania, 1 ogni 67 in Calabria; e, di contro, 1 ogni 898 in Trentino, 1 ogni 409 in Emilia Romagna. La sensazione è che i calcoli fatti da Tremonti sembrano non tenere conto di un elemento non secondario: la differenza, da una regione all'altra, del potere d'acquisto. Che al Nord è di molto inferiore rispetto al Sud. I 400 euro e rotti della pensione minima a Bergamo o Treviso sono molto più leggeri che a Foggia o Caltanissetta. Il PD parla di federalismo all'amatriciana mentre in casa Lega Nord i malumori iniziano a farsi sentire sempre di più.
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