Amanda Marie Knox
"L'Ultima Città"
di MaurizioT
Perugia - Lei
guarda fissa in macchina e rimane in silenzio, l'inquadratura è
stretta sugli occhi chiari, senza trucco, un poco tristi: quando
l'immagine si apre, svaniscono tutti i dubbi. L'attrice è Amanda
Marie Knox. «Girare questo film è stata un'esperienza bella, la
storia è piena di poesia, toccante, emozionante» dice lei stessa. Nel
mediometraggio è stato inserito anche un passo dell'Amleto, il
monologo più noto, la prima scena del terzo atto: «Essere o non
essere», che lei recita un po' in italiano e un po' in inglese.
Tutto ha richiesto tre mesi di lavoro, dieci ore di girato, per una
versione finale di cinquantacinque minuti: lo stanno finendo di
montare in questi giorni ed il titolo sarà: «L'ultima città», ed
è già diventato un caso. Il mediometraggio doveva essere presentato
al «Batik festival», una rassegna di cinema sperimentale giunta
alla dodicesima edizione, ma all'ultimo momento tutto è sfumato. La
trama della pellicola ruota attorno ad un viaggio fantastico. Dodici
detenute si trovano ad esplorare sette diverse città metaforiche: la
città del cinema, del lavoro, della musica, della solitudine, della
follia, dei sogni. Il percorso si conclude con la settima città, il
carcere». La storia si conclude così, in prigione: non c'è lieto
fine.
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