Venerdì, 10. 09 2010.

Informazione e Servizi
stampa

Articolo di Martedì, 26. 05 2009. | Recensioni

Un Dente da giudizio

di Chiara Caporicci

- Il 14 febbraio 2009 è uscito un album strano, perfettamente lontano da ciò che caratterizza il giorno di San Valentino, almeno nel nome. "L'amore non è bello", terzo album di Dente, poco conosciuto come Giuseppe Peveri ma, come cita la nota nel suo disco, "per brevità, chiamato Dente", chiaro riferimento al "per brevità, chiamato artista" di Francesco de Gregori. Per chi fosse ancora convinto che parliamo di un canino qualsiasi, Dente è un cantautore quasi trentatreenne di Parma, cresciuto a Fidenza e naturalizzato a Milano, molto apprezzato dai confini poco definiti del mondo indie. Dopo anni di gavetta come chitarrista nel gruppo La Spina (due album con un pubblico piuttosto locale), la sua carriera solista ha visto la realizzazione di due album con Jestrai, "Anice in Bocca" (2006) e "Non c'è due senza te" e l'ep "Le cose che contano". Molte major si son dimostrate interessate al cantautorato di Dente, ma l'ultimo e terzo suo album esce ancora con un timbro indie, stavolta della Ghost. Il tono lieve e tranquillo dei precedenti lavori caratterizza ormai la sua musica in ogni brano, ma "L'amore non è bello" è un disco più arrangiato, nitido e rifinito. E' considerato l'album di esordio, probabilmente nato da aspettative discografiche più alte e da una leggera pressione per un risultato qualitativamente più raffinato. E Dente si è dimostrato proprio così. Preciso e avvolto da un'aura misteriosa ma mai distaccata dalla semplicità dei temi affrontati. I testi son sicuramente la parte più attenta e curata dei tredici brani, massima attenzione ai termini utilizzati, ai giochi di parole. Il titolo "L'amore non è bello", apparentemente banale, racchiude un riferimento ad un comune proverbio ma interrotto sul più bello: Chi di voi leggendo questo titolo non ha continuato la frase con "se non è litigarello"? Dite la verità! Dente no. Dente ha spezzato un luogo comune in modo brusco e forse un po' azzardato, ma sicuramente dimostrando la sua abilità nei giochi di parole, tra cinismo e realtà. Chitarra e pianoforte accompagnano questi giochi sensibili in una vita di coppia narrata in "Vieni a vivere", apparentemente in modo malinconico e triste ma con goccioline di gioia ed essenzialità, incorniciate da voci di bambini, già presenti nei precedenti dischi. "A me piace lei" ci racconta tutto ciò che piace a Dente, dalle ragazze con le doppie punte alle macchine senza multe, dai lavori in cui si suda tanto alla pausa pranzo, ma in particolare Lei su tutto e su tutti, in una dichiarazione romantica che ogni ragazza vorrebbe ricevere. Questi brani hanno la capacità diretta di arrivare ad esperienze intime non scontate nè troppo elaborate, narrandole con una decisa aderenza alla quotidianità.Lucio Battisti, Giorgio Gaber e Francesco de Gregori, ma anche Donovan e Belle & Sebastien, tante le influenze di Dente e gli immancabili e scontati paragoni da parte della critica, quasi a dimostrare che gli attuali cantautori non hanno più originalità. E forse per alcuni aspetti o temi affrontati è anche così. Ma Dente dimostra con la sua voce sottile che il panorama musicale italiano dei cantautori non è definitivamente in mano ai soliti Ferro o Ramazzotti, ma deve necessariamente comprendere ancora i giovani musicisti, chitarra in mano e arrangiamenti strumentali ricercati. Come dichiarato a Federico Guglielmi in un'intervista del "Mucchio" di febbraio, Dente non s'impone con la pretesa di un disco rivoluzionario o un'artista sconvolgente ma semplicemente.. non s'impone. Entra leggero con una musica che forse per essere realmente apprezzata ha bisogno di spontaneità, serenità e (azzardo) purezza d'intenti. Nessuna crudezza e provocazione come ha rischiato l'amico Vasco Brondi de "Le luci della centrale elettrica", molto diverso dal cantautore emiliano, ma insieme in un duetto un po' insolito della cover "Siamo solo noi", a testimonianza che l'indie o il non-indie (a voi la scelta) italiano è vivo, si muove, crea, nascosto dietro quelli che ci impediscono di sapere che oltre a Sanremo.. c'è altro. 

FreeLapis.org Copyright © 2008 L'OFFICINA team